Perché leggere erotica?

Quale effetto vuole produrre il libro erotico? 

Da un lato, la pornografia non è che un caso limite rispetto a tutti gli altri racconti di finzione, per via della sua caratteristica manipolatoria di produrre oggetti immaginari che si diano come veri. Un campo ottimale dunque per chi voglia comprendere il funzionamento dell’immaginazione letteraria. Infatti, qui è il testo stesso che condiziona e costituisce le condizioni della sua lettura, che esercita il suo potere di persuasione al punto da produrre uno spettro del reale così verosimile da creare delle conseguenze fisiologiche. Sappiamo ad esempio che nel corso del XVIII secolo il romanzo era oggetto di discussioni inerenti al suo valore morale: incita l’immaginazione e l’estraniamento dal mondo? Dà dei modelli di comportamento che contrastano con gli obblighi morali e sociali? Molti di questi interrogativi riguardano da vicino il romanzo erotico. Per tutta la durata del secolo non si cessa di mettere in dubbio lo stato di realtà del romanzo in nome della verità storica: opera di pura immaginazione, è capace del dire o del fare-vero? L’illusione romanzesca crea delle rappresentazioni che non sono il riflesso di eventi reali, ma di convenzioni che riconosciamo vere per abitudine culturale. È infatti frequentissimo il tentativo di dissimularne la finzione, spacciando spesso il romanzo per manoscritto ritrovato, memorie, epistolario…L’Anti-Justine [per il testo in lingua clicca qui], Thérèse philosophe [per l’edizione originale clicca qui] Félicia ou mes fredaines [per l’edizione originale clicca qui] sono tutti romanzi alla prima persona. È essenziale questa presenza di una voce, di un soggetto che si racconta per far si che l’artificialità produca comunque un effetto di presenza narrativa, e dunque di realtà.

D’altro lato appunto il testo pornografico, specialmente se affiancato da tutta una serie di strategie di ‘duplicazione’ come l’illustrazione, la messa in pagina e l’intertestualità, è quel testo che obbliga il lettore alla ricerca del desiderio, caratteristica che si lega strettamente ai motivi per cui viene censurato. È riconosciuta una forza particolare al libro erotico che fa sì che venga giudicato pericoloso dalle autorità religiose e civili. Questa potenza del racconto pornografico si esercita su tutti e su tutte e si caratterizza per il turbamento che provoca nel lettore o nella lettrice. Si teme evidentemente che la lettura in questione possa minare le capacità di resistenza del lettore, e magari portare verso la disobbedienza civile, la ribellione e la messa in pericolo dei poteri costituiti. La forza della stampa è reale e temibile.

Il libro erotico esercita quindi determinate strategie narrative che hanno una finalità fisiologica: far nascere nel suo lettore un desiderio di godimento, uno stato di tensione e la sensazione di mancanza di cui potrà liberarsi solo tramite un ricorso extra-letterario. Come può prodursi questo effetto trascinante del testo? Da dove viene la capacità di imporre un’illusione di questa portata? Basta riflettere brevemente su quegli episodi, frequentemente raffigurati in letteratura erotica (vedi illustrazione sotto), in cui il personaggio stesso è colto nell’atto di leggere per rilevare quali siano gli effetti che quella lettura produce.

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Questa illustrazione di Emmanuel de Ghendt del 1778, ritrae una lettrice colta nel momento in cui interrompe la lettura per abbandonarsi alla masturbazione

Quasi fosse un effetto di specchi necessario a legittimare la scrittura erotica in sé, l’atto della lettura riafferma il ruolo iniziatico della scrittura stessa. Il romanzo erotico dunque è costruito su incastri di una storia dentro l’altra, reiterazioni sotto un’apparente variazione ed eterogeneità. Il non compimento dell’atto sessuale spesso indica proprio questa possibilità di ripetizione, di istallazione di un nuovo episodio. Nel racconto erotico è proprio questo gioco di specchi ed incastri ad essere fondamentale e a dimostrare che l’oggetto mostrato può costituirsi a sua volta in sguardo desiderante. C’è l’illusione di una progressione che istalla una tensione narrativa. Sotto la carnalità si nasconde la funzionalità di corpi privi di individualità, il cui destino romanzesco si riassume in questa tensione desiderata e non sempre conquistata.

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