Come raccogliere i dati sui libri clandestini? Due infografiche

Come dicevamo prima, possiamo distinguere nell’oceano della letteratura francese del XVIII secolo una corrente particolare e ampiamente diffusa, definita ‘filosofica’, che indicava un libro sedizioso, politico o pornografico, incurante dell’ordine costituito. Questi sono libri con un mercato proprio, un proprio circuito di diffusione e di lettori. Saremmo oggi in grado di fare un bilancio di questo fenomeno letterario? Gli archivi della STN sono estremamente ricchi, ma possono da soli rappresentare il commercio clandestino nella sua globalità? Chiaramente, ogni campione derivato dagli archivi è imperfetto e parziale, tuttavia data l’abbondanza di dati possiamo tentare di stilare delle conclusioni a partire dalle ordinazioni di alcuni librai.

Innanzitutto le ordinazioni possono essere di due tipi. Molte appartengono ai clienti occasionali, ovvero coloro che acquistano delle partite di libri senza alcun vincolo e la cui relazione commerciale con la STN non avrà seguito. Queste ordinazioni riflettono complessivamente assai bene la domanda generale, ma non si prestano a essere utilizzate per saperne di più sugli affari della maison. A tal proposito infatti sono molto più efficaci le ordinazioni dei clienti regolari, librai che ricavano una buona porzione del loro stock dalla STN, ordinano almeno due o tre partite di libri all’anno per diversi anni consecutivi e costituiscono con Neuchâtel una sorta di alleanza commerciale, un partenariato a cui si dà fiducia e con cui si parla abbastanza liberamente di affari. Questi dossiers sono preziosi: prestando orecchio alle relazioni commerciali e tenendo conto dei titoli richiesti nelle ordinazioni, ci si può fare un’idea abbastanza chiara delle tendenze generali e di quelle che invece sono delle occorrenze particolari. Inoltre, paragonando i libri richiesti nelle lettere e quelli registrati dalla STN possono essere evitati gli errori e viene facilitato il riconoscimento, talvolta difficoltoso e dovuto all’approssimazione delle denominazioni, delle opere. Così possiamo studiare la domanda sotto due aspetti: il numero totale di esemplari richiesto, e il numero delle ordinazioni per ogni opera. Quest’ultimo dato non è di poca importanza, poiché indica se il flusso della richiesta è abbondante, scarso, o a singhiozzo. Le informazioni sicure che raccogliamo riguardano sia l’offerta che la domanda, un po’ meno precise invece per quanto riguarda la diffusione dell’opera, sfuggono ancora purtroppo dati sui lettori, sul loro statuto sociale, le pratiche di lettura, e come quelle letture abbiano potuto influenzarli.

Per prima cosa si deve tener presente che rispetto alle cifre a cui siamo abituati, il ritmo del commercio del XVIII secolo è estremamente diverso: di solito si ordinano tre e quattro esemplari di un’opera, e le ordinazioni difficilmente superano la dozzina di titoli. Per avere un po’ più chiaro invece il lavoro dello storico, il modo in cui opera raccogliendo dati che gli diano informazioni sul commercio clandestino, riportiamo dei grafici che riguardano le ordinazioni di due librai occasionali che hanno trattato brevemente con la STN di Neuchâtel e i cui affari riflettono lo stato delle vendite degli anni tra il 1770 e il 1785. Il primo grafico si riferisce a Mathieu che gestiva un commercio illecito a Nancy. Leggendo i cataloghi del 1790, sembrerebbe uno specialista del libro tradizionale, soprattutto religioso. In realtà, chiude dentro i magazzini assieme a una gran varietà di libelli politici e pornografici, libri di Voltaire, Rousseau, d’Holbach. Di norma, non acquista più di tre o quattro esemplari per titolo, con la possibilità di riprenderlo se avesse venduto bene, ma sempre per piccole commissioni, specula invece arditamente su l’An 2440 (50 esemplari) e sul Système de la nature (36 esemplari) [per leggere il testo in lingua originale clicca qui]. Questi infatti sono i due titoli che troviamo spesso in cima alle classifiche, e che i librai continuano a riordinare anche dopo l’esaurimento dello stock, pertanto da un così alto numero di ordini deduciamo una domanda costante da parte della clientela. Da questi dati dovremmo concludere che il Système de la nature occupava il primo posto nel commercio clandestino a Nancy? Niente affatto. Innanzitutto il campione statistico è troppo ristretto per dare una conclusione certa. E poi perché le entrate maggiori di Mathieu non vengono dalla STN. Ricaviamo ad esempio dalle lettere che le ordinazioni delle Oeuvres di Voltaire, probabilmente vendute in gran numero, venivano da Losanna e dunque non figurano nella tabella delle ordinazioni. Tuttavia, questi dati che vengono dagli acquisti dalla STN mantengono un certo valore indicativo. Voltaire compare grazie alle Questions [per sfogliare l’edizione del 1770 clicca qui] e al Dictionnaire [per leggere il testo in lingua originale clicca qui] e dalle lettere si legge il suo desiderio di avere sempre “qualcosa di nuovo… soprattutto se di Voltaire..”.

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Un ragionamento simile si può fare di Petit, libraio a Reims. Egli tratta un po’ più tardi con la STN, tra il 1780 e 1784, quando ci sono già nuovi titoli sul mercato che vendono moltissimo come Mémoires sur la Bastille [per sfogliare l’edizione del 1783 clicca qui] ma rimangono in alto nelle classifiche anche L’An 2440, il Système de la nature e le Oeuvres di Rousseau. Anche Petit come Mathieu fa mostra di prudenza sia nei confronti dei sequestri della polizia che riguardo le vendite; infatti ordina soltanto gli esemplari che è certo di vendere. Dalle lettere lascia intendere che la maggioranza dei suoi ordini vengono dai Paesi Bassi e da Lione. Ne possiamo dedurre che i rapporti commerciali intrapresi con la STN non siano particolarmente rilevanti, ma possiamo in ogni caso intuire come egli genericamente conducesse i suoi affari, e quali titoli fossero richiesti. La speranza è che analizzando tutti i rapporti commerciali tra la STN e i librai particolari emergano dei fili conduttori, delle tendenze generali che possano controbilanciare le eccezioni, e che siano rappresentative del commercio dei libri proibiti.

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Se passiamo invece ai dossiers dei clienti regolari, avremo una visione più chiara. Si nota subito che la distribuzione di tali dossiers è abbastanza varia, poiché quando un libraio prende gran parte del suo fondo da una maison come la STN, non sopporta che un libraio a lui vicino si rifornisca dalla stessa maison. Tuttavia questi librai ordinano in tali quantità e con una tale regolarità che la mole di dati rende impossibile riportare le loro ordinazioni su delle tabelle, come fatto in precedenza per i clienti occasionali. Tuttavia si può stilare una lista delle vendite migliori per ciascun libraio. Prendiamo l’esempio di Charmet, il libraio più importante di Besançon, che tra dicembre 1771 e marzo 1785 fa 55 ordinazioni alla STN.  Ancora una volta, queste statistiche non valgono come fotografie esatte, ma pure se ci è impossibile conoscere le vendite reali di un titolo, possiamo invece sottolineare che le corrispondenze tra le vendite reali dei librai che abbiamo esaminato e le liste delle migliori vendite estratte dargli archivi della STN esistono e possiamo utilizzarle per capire quali fossero davvero i libri clandestini maggiormente diffusi.

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